La tecnica e la recitazione

“Finché avrai queste tensioni fisiche non riuscirai neppure a pensare alle delicate sfumature emozionali o alla vita spirituale del tuo personaggio. Di conseguenza, prima di ogni tentativo di creare qualcosa, è necessario per te riportare i muscoli nelle giuste condizioni così che non impediscano i tuoi movimenti”.
(Constantine Stanislavskij – Il lavoro dell’attore su se stesso )

Stanislavskij aveva capito che le tensioni muscolari eccessive e inutili interferiscono nella creazione della vita spirituale di un personaggio in una rappresentazione teatrale e, in questa ottica, la Tecnica Alexander può diventare uno strumento molto prezioso.
Essa libera l’attore dalle tensioni superflue migliorando la respirazione, la coordinazione e la produzione vocale, facilitando la creazione delle caratteristiche fisiche del personaggio e permettendo una piena espressione emotiva.
L’attore beneficia di allungamento muscolare, di una migliore funzionalità fisica, di una maggiore consapevolezza di come sta usando il suo corpo.
Alan Rickman, durante la registrazione del film “Vite private”, lavorò intensamente con un insegnante di Tecnica Alexander e scrisse: “Con tutte le più buone intenzioni, la professione dell’attore può diventare una esibizione di cattive abitudini accumulate negli anni, istinti intrappolati ed energie bloccate. Studiando la Tecnica Alexander per districare i fili della matassa, ho scoperto un’altra possibilità. Mente e corpo, lavoro e vita insieme. Autentica libertà immaginativa.”
La Tecnica Alexander viene insegnata in numerose importanti accademie di arte drammatica europee ed americane come la Royal Academy of Dramatic Art di Londra e la Julliard School di New York.

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